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IL CIMITERO LONGOBARDO

 

Molto suggestivi sono gli ambienti esistenti nei sotterranei della badia, del chiostrino e delle adiacenze, che fin dall’inizio furono adibiti a cimitero dei monaci e dei secolari che, per devozione, vollero esservi seppelliti. L’epoca di questi ambienti è diversa. Sotto la basilica esistono ancora intatte le fondazioni della chiesa di S. Alferio: un lungo corridoio diviso in tre vani, di cui il primo costituisce la cappella di S.Germano, divenuta tale nel sec XIII. Questa cappella era ornata con alcuni affreschi del ‘400 ed altri del ‘500 di Andrea da Salerno che sono stati salvati dall’umidità con lavoro di strappo e sistemati nella sala del capitolo antico. Una serie di arcate in tufo grigio, adiacenti al suddetto corridoio, fa supporre che qui fossero sistemate le tombe più illustri. Certamente sotto l’arco trilobato nella serie di arcate a sinistra era il sarcofago di Costanzo Punzi, tesoriere del Re Roberto D’Angiò, ivi sepolto nel 1338.

Sotto il chiostrino invece sono fuse insieme strutture murarie altomedioevali del IX sec., caratterizzate da pilastri rotondi in muratura, con strutture più recenti del sec. XIII, sorte con il chiostrino.

Più innanzi ancora, verso occidente, c’è una serie di fosse molto profonde, coperte da una volta, là dove probabilmente era il cimitero più antico. Lungo i secoli il seppellimento avvenne in tutta la zona descritta. Recentemente però le ossa sono state esumate e trasferite in un ossario che è stato costruito nel giardino, in prossimità della cappella cimiteriale dei monaci.